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Circ. n° 048 – Prot. n° S 712/R – Sfalci e potature

Roma, 27/10/2020

Prot. n° S 712/R

Circ. n. 048/2020

 

Oggetto: Sfalci e potature

 

Gentile associato,

nel comunicarti che il pacchetto dell’economia circolare è stato recepito ed è entrato in vigore lo scorso 26 settembre, siamo ad informarti di una novità a cui il CIC ha dedicato numerosi interventi sia in Parlamento che sulla stampa specializzata.

La pubblicazione del D.lgs 116/2020, recepimento del pacchetto sull’economia circolare per quanto concerne rifiuti ed imballaggi, ha introdotto numerose novità che riguardano il nostro settore; tra queste c’è anche quella che porta finalmente ad una positiva conclusione l’annosa questione relativa a sfalci e potature.

Ricorderai certamente che nel 2016 il nostro Governo, in evidente difformità con quanto previsto dalla Direttiva Europea 98/2008, con l’art. 41 della Legge 154/2016 aveva modificato l’articolo 185 del Testo Unico Ambientale relativo alle esclusioni dal campo di applicazione della normativa sui rifiuti, estendendo tali esclusioni anche agli scarti vegetali urbani di giardini e parchi, che così avrebbero potuto essere considerati “non rifiuti”.

Si riporta il “condizionale” perché l’articolo era in contrasto con altri articoli del D.lgs 152/06 e s.m.i., generando così confusione nel settore.

Il testo dell’art. 185, lettere f) si era trasformato nel 2016 in:

f) le materie fecali, se non contemplate dal comma 2, lettera b), del presente articolo, la paglia, gli sfalci e le potature provenienti dalle attività di cui all’articolo 184, comma 2, lettera e), e comma 3, lettera a), nonché ogni altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso destinati alle normali pratiche agricole e zootecniche o utilizzati in agricoltura, nella silvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa, anche al di fuori del luogo di produzione ovvero con cessione a terzi, mediante processi o metodi che non danneggiano l’ambiente né mettono in pericolo la salute umana”.

 

A seguito di tale esclusione l’Unione Europea nel 2017 aveva avviato la procedura EU-PILOT 9180/17/ENVI contro il nostro Paese, chiedendo il riallineamento del Testo Unico Ambientale alla Direttiva Europea vigente.

In tal senso non era stato risolutivo l’intervento fatto dal nostro Governo che, con l’emanazione dalla Legge 3 maggio 2019, n. 37, pur modificando l’articolo interessato, aveva tuttavia mantenuto l’esclusione dal campo di applicazione della normativa sui rifiuti per i soli “… sfalci e le potature derivanti dalla manutenzione del verde pubblico dei comuni”.

Nel frattempo, l’Unione Europea nel 2018 aveva ratificato la Direttiva Waste (UE) 2018/851, riaffermando la qualifica di rifiuti per sfalci e potature di parchi e giardini.

Il recente recepimento della Direttiva mediante il D.lgs 116/2020, dopo l’interlocuzione con l’Unione Europea e un lungo lavoro di confronto anche con il nostro Consorzio, ha eliminato dall’articolo “esclusioni” anche i riferimenti a sfalci e potature generati dalla manutenzione del verde urbano, riportando il testo dell’articolo 185 comma 1, lettera f) alla sua formulazione originaria, che ora così recita:

“Non rientrano nel campo di applicazione della parte quarta del presente decreto:

(omissis)

f) le materie fecali, se non contemplate dal comma 2, lettera b), del presente articolo, la paglia e altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, gli sfalci e le potature effettuati nell’ambito delle buone pratiche colturali, utilizzati in agricoltura, nella silvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa, anche al di fuori del luogo di produzione ovvero con cessione a terzi, mediante processi o metodi che non danneggiano l’ambiente né mettono in pericolo la salute umana.”

Quindi gli scarti vegetali provenienti dalla manutenzione del verde pubblico e privato in ambito urbano sono da considerarsi inequivocabilmente rifiuti.

 

Cordiali saluti.

 

Il Presidente

Flavio Bizzoni

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