Nel dibattito sul futuro degli imballaggi in Europa, le materie prime bio-based stanno emergendo come una delle leve più interessanti per accompagnare la transizione del settore, soprattutto alla luce del nuovo regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR).
È quanto evidenzia un recente rapporto che analizza il potenziale di questi materiali nel ridurre l’impatto climatico della plastica e nel rafforzare il percorso verso un’economia più circolare.
Oggi le plastiche derivate da fonti biologiche occupano ancora uno spazio molto limitato: pur essendo già disponibili sul mercato diciassette polimeri bio-based, la loro quota rappresenta appena l’1% del mercato globale della plastica e incide ancora marginalmente sull’utilizzo di carbonio biogenico nell’industria chimica europea. La produzione è concentrata prevalentemente in Asia, mentre l’Europa resta indietro. Eppure non esistono reali barriere tecniche che ne impediscano una più ampia applicazione nel packaging.
A rendere questi materiali particolarmente strategici sono soprattutto i benefici ambientali. Rispetto alle plastiche di origine fossile, le soluzioni bio-based possono ridurre le emissioni di gas serra in una forbice compresa tra il 30% e il 70%, contribuendo in modo concreto agli obiettivi europei di decarbonizzazione.
Una prospettiva che porta il rapporto a suggerire un cambio di approccio: i materiali bio-based non dovrebbero essere considerati come un’alternativa ai materiali riciclati, ma come una risorsa complementare, capace di rafforzare la sostenibilità complessiva del settore.
Il documento guarda anche al quadro normativo europeo, ipotizzando l’introduzione di obiettivi obbligatori per il contenuto bio-based negli imballaggi e la definizione di criteri condivisi di sostenibilità, in linea con quanto già previsto dalla Direttiva sulle Energie Rinnovabili (RED).
Parallelamente, sottolinea la necessità di adeguare le infrastrutture di riciclo, così da integrare in modo efficace questi nuovi materiali nei sistemi esistenti.
La conclusione è chiara: puntare su una combinazione virtuosa tra contenuti riciclati e materie prime bio-based potrebbe offrire all’Unione Europea un’opportunità concreta per accelerare la trasformazione del comparto verso un modello di packaging più sostenibile, innovativo e climaticamente neutro.
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Fonte: Polimerica
