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Osservatorio Bioriciclo

Imballaggi monouso, l’Italia punta a deroghe per il compostabile

Nell’ambito del nuovo Regolamento sugli imballaggi (PPWR), l’Italia intende introdurre deroghe mirate volte a consentire la prosecuzione dell’impiego di specifiche tipologie di imballaggi monouso, a condizione che siano realizzati in materiali biodegradabili e compostabili.

A seguito della deroga già introdotta in sede di recepimento della Direttiva SUP, attualmente oggetto di una procedura d’infrazione a livello europeo, l’Italia propone ulteriori misure finalizzate a esentare dal campo di applicazione del regolamento europeo gli articoli monouso in bioplastica certificata compostabile. Tale iniziativa, contenuta in una proposta di modifica del Testo Unico Ambientale elaborata dal Ministero dell’Ambiente e sottoposta a consultazione presso l’Unione europea, si fonda sulla facoltà riconosciuta agli Stati membri di imporre requisiti obbligatori di compostabilità per determinate categorie di imballaggio.

In particolare, a fronte del divieto europeo previsto a partire dal 2030 per numerose tipologie di packaging monouso e dell’obbligo generalizzato di riciclabilità, la proposta italiana mira a introdurre un regime derogatorio per tali prodotti, subordinandone l’immissione sul mercato al rispetto di requisiti di compostabilità conformi alla norma tecnica UNI EN 13432.

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ritiene che l’Italia possa beneficiare di tale deroga in virtù di un sistema consolidato nel campo delle bioplastiche biodegradabili e della gestione della frazione organica dei rifiuti. Questo approccio consente la valorizzazione dei rifiuti mediante processi di trattamento biologico, con conseguente riduzione del ricorso all’incenerimento e promozione dei principi dell’economia circolare.

Inoltre, la misura è ritenuta idonea a sostenere la competitività e l’innovazione nel settore dei biopolimeri, garantendo maggiore stabilità al mercato e contrastando la diffusione di prodotti non conformi, pur in presenza di possibili costi iniziali per le piccole e medie imprese.

La proposta del MASE dovrà rimanere in consultazione a livello europeo per un periodo minimo di 90 giorni, termine non derogabile. Il mancato rispetto di tale periodo di “standstill”, infatti, costituisce una delle motivazioni alla base della procedura d’infrazione avviata dall’Unione europea in relazione al recepimento della direttiva SUP, che pur vietando numerose applicazioni in plastica monouso nella versione italiana ha mantenuto l’utilizzo di prodotti biodegradabili e compostabili.

Per leggere l’articolo: link

Fonte: Ricicla News

Per leggere la proposta di Regola Tecnica: link 

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