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ComunORTO può fare PDF Stampa E-mail
Lunedì 27 Aprile 2015 12:10

Il progetto in breve

Il progetto "ComunORTO può fare" ha realizzato due orti comunitari nei comuni di Carugate e Caponago, grazie alla collaborazione di Fondazione Cem Lab, Università  degli Studi Milano Bicocca e del CIC - Consorzio Italiano Compostatori.

Il progetto è stato cofinanziato dalla Fondazione Cariplo.

 

Gli orti comunitari e la Comunità 

Un orto comunitario è uno spazio pubblico, gestito collettivamente,da associazioni e cittadini secondo i principi della sostenibilità  ambientale e senza l’uso di pesticidi, fertilizzanti di sintesi e sementi Ogm. Rappresenta per la comunità  un luogo di aggregazione per istituzioni, associazioni e singoli cittadini ma al tempo stesso un punto di scambio e formazione su azioni sostenibili in grado di essere adottate e sostenute nel tempo.

 

Il Compostaggio domestico e l'economia circolare

L'orto comunitario è anche un laboratorio dove praticare il compostaggio degli scarti organici, in modo da restituire energia e nutrimento al terreno sotto forma di compost invece di impiegare concimi chimici. L’orto può quindi essere considerato un effettivo esempio di economia circolare: qui nasce ciò che finisce sulla nostra tavola ed è qui che gli scarti della nostra cucina possono tornare come compost per fertilizzare la terra. L'attenzione per il riuso ed il risparmio di risorse naturali La realizzazione e la gestione di un orto comunitario permettono di risparmiare sul fabbisogno di risorse idriche e di riutilizzare numerosi materiali di scarto per la realizzazione stessa della struttura.

 

L'esperienza in un Manuale

Le esperienze e gli strumenti sviluppati durante la realizzazione dei due orti comunitari sono riassunti in un pratico Manuale edito dalla Fondazione "Cemlab" e include anche una sezione pratica su come allestire e gestire il compostaggio domestico. Per chi volesse approfondire la tematica dell'Orto Comunitario e del Compostaggio Domestico basta scaricare il documento allegato.

 

comunorto

 

Approfondimenti su www.comunortopuofare.it

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Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Aprile 2016 13:29
 
Quali sacchetti per la raccolta dell'umido? PDF Stampa E-mail
Martedì 20 Gennaio 2015 08:22

Perchè usare un sacchetto biodegradabile e compostabile?

La raccolta dello scarto organico (avanzi alimentari) va effettuata con sacchetti che siano biodegradabili e compostabili, come il loro contenuto. Soltanto così il sacchetto contribuisce all'effettivo recupero dei rifiuti e alla produzione di compost di qualità .

 

Come riconoscere un sacchetto conforme alla legge?

I sacchetti monouso biodegradabili e compostabili conformi alla legge devono riportare:

- la scritta "biodegradabile e compostabile";

- la citazione dello standard europeo "UNI EN 13432:2002";

- il marchio di un ente certificatore, che tutela il consumatore come soggetto terzo.

Di seguito riportiamo il marchio compostabile CIC:

logo compostabile CIC

 

Maggiori informazioni sulla certificazione di Compostabilità ?

Se vuoi maggiori informazioni sulla certificazione di compostabilità  visita www.compostabile.com

Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Aprile 2016 17:09
 
Il CIC e Agricoltura PDF Stampa E-mail
Mercoledì 15 Ottobre 2014 22:06

Il CIC interagisce costantemente con gli Attori pubblici e privati del settore agricolo, per promuovere e rafforzare il mercato degli ammendanti di qualità .

Ecco una serie di pubblicazioni elaborate negli anni

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Aprile 2016 11:46
 
Acqua & Compost grandi amici PDF Stampa E-mail
Venerdì 29 Agosto 2014 08:42

Il CIC ha svolto un ruolo fondamentale nel'ambito del progetto coordinato dalla Fondazione IDRA/Atena e che ha visto il coinvolgimento di  19 Comuni e da una partnership con tanti soggetti del mondo scientifico e associativo del territorio.

 

Il titolo del progetto parte dal problema dell'inquinamento da nitrati delle acque di falda, un elemento di grande rilevanza a cui bisogna dare risposte positive. La realizzazione di raccolte di qualità  della frazione organica dei rifiuti è di grande aiuto per la riduzione dei rifiuti in generale e soprattutto per il recupero di terriccio, ricco di elementi naturali utili per accrescere la fertilità  dei suoli.

 

Nell'ambito di tale progetto il CIC ha realizzato alcuni Manuali rivolti ai cittadini, agli amministratori pubblici e agli agricoltori, per promuovere una corretta raccolta differenziata degli scarti organici, una pianificazione delle operazioni di recupero mediante compostaggio e uno sviluppo dell'impiego di compost di qualità  sui suoli agricoli.

 

Per informazioni generali sul progetto consultare http://www.acquaecompost.it

Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Aprile 2016 17:10
 
Come riconoscere i sacchetti biodegradabili e compostabili? PDF Stampa E-mail
Martedì 08 Luglio 2014 08:40

 

Perché i manufatti in bioplastiche o prodotti a base di cellulosa possano entrare efficacemente nel circuito del compostaggio e quindi si possa "chiudere il cerchio" della raccolta/riciclo/riutilizzo, è fondamentale che sia attestata la riciclabilità  organica, ovvero la compostabilità  dei sacchetti.


Solo i manufatti conformi (meglio se certificati) con lo standard europeo UNI EN 13432:2002 sono idonei al compostaggio.

Lo standard europeo armonizzato EN 13432 "Requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione - Schema di prova e criteri di valutazione per l’accettazione finale degli imballaggi", adottata in Italia come standard UNI EN 13432, definisce le caratteristiche dei materiali "compostabili" e dunque riciclabili attraverso il compostaggio dei rifiuti organici.

La definizione dei criteri di compostabilità  è molto importante perché materiali non compatibili col compostaggio (le plastiche tradizionali, il vetro, i materiali contaminati con metalli pesanti, ecc.) possono diminuire la qualità  finale del compost e renderlo non idoneo all’agricoltura e quindi commercialmente non accettabile.

Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Maggio 2016 17:56
 
I sacchetti in bioplastica: come riconoscerli? PDF Stampa E-mail
Martedì 08 Luglio 2014 09:36

Perché i sacchetti in bioplastiche o prodotti a base di cellulosa possano entrare efficacemente nel circuito del ccompostaggio è fondamentale che sia attestata la riciclabilità  organica, ovvero la compostabilità di tali sacchetti.

 


Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Maggio 2016 17:50
 
FAQ PDF Stampa E-mail
Lunedì 05 Marzo 2012 14:21

Domande frequenti



 

Pratico il compostaggio domestico degli scarti verdi e dello scarto umido nel mio orto o giardino. A quali riduzioni ho diritto, a chi debbo rivolgermi?

Le politiche di incentivazione e promozione del compostaggio domestico (CD) vengono decise in autonomia da ciascun Consorzio o dai singoli Comuni. Non vi è quindi, operando il compostaggio domestico nel proprio giardino, un diritto acquisito per una riduzione della Tassa (TARSU) o Tariffa (TIA) che si paga per il servizio rifiuti. Si segnala comunque che molte realtà  prevedono una riduzione parziale della TARSU/TIA, per le utenze che praticano il CD. Dovrebbe rivolgersi all’Ufficio Tributi del proprio Comune/Consorzio, per conoscere quali sono le politiche tariffarie applicate.

 

 



Il Consorzio del Comune in cui abito vuole attivare la RD dello scarto organico; ci sono specifiche e standard operativi di legge che vanno rispettati?

Il testo unico ambientale (Legge 152/2006 e s.m.i) stabilisce che il rifiuto organico (gli avanzi di cucina e di giardino) vanno raccolti in maniera differenziata. Chiarisce inoltre che la raccolta separata deve essere effettuata con contenitori a svuotamento riutilizzabili o con sacchetti compostabili certificati a norma UNI EN 13432-2002.

Il CIC evidenzia da tempo l’importanza di affiancare alle raccolte differenziate della frazione organica un sacchetto di contenimento che non sia di plastica tradizionale (per es. PE), un rifiuto non biodegradabile che interferisce con le pratiche di compostaggio o di digestione anerobica. Quindi: non fate la raccolta dell’organico con i sacchetti di plastica, ma cercate sacchetti in materiali certificati come compostabili (carta o bioplastica certificata).
Per avere maggiori informazioni vedere la nota tecnica "Cosa mettere nell'umido".


 


Mi hanno proposto un secchiello fessurato per la RD dello scarto umido, funziona? Non corro il rischio di attrarre roditori o altri insetti?

Il quesito del lettore fa riferimenti ad un sistema di raccolta ventilato; per funzionare in maniera ottimale al secchiello (con fessure sulle pareti e sul coperchio) va abbinato un sacchetto traspirante (in carta o in bioplastica compostabile certificata, non in plastica tradizionale); con questi accorgimenti lo scarto di cucina tende a perdere un po’ di umidità  e così si contribuisce a prevenire la formazione di odori e muffe e si riduce la formazione di liquido in fondo al contenitore.

 


 

 

Manuale di compostaggio domestico

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Aprile 2016 16:40
 
CIC per i cittadini PDF Stampa E-mail
Domenica 06 Novembre 2011 13:22



 

 

 

 

 





Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Aprile 2016 13:31
 
Manuale di compostaggio domestico PDF Stampa E-mail

IMITARE LA NATURA

Con il compostaggio vogliamo imitare, riproducendoli in forma controllata e accellerata, i processi naturali che trasformano la sostanza organica in humus. Il processo per creare il compost è copiato dalla natura.

 

COSA COMPOSTARE

Le materie prime per la produzione del terriccio compostato sono tutti gli scarti, residui ed avanzi di ogni tipo organico biodegradabile, ovvero aggredibili dai microrganismi.Vanno invece evitati i rifiuti non biodegradabili, o ancora contaminati da sostanze pericolose, tossiche o nocive.

Vetro, plastica, carta, barattoli di latta o alluminio, ecc. seguono la strada della raccolta differenziata.

Manuale compostaggio domestico

COME COMPOSTARE

Ci sono diversi "strumenti" o approcci al compostaggio domestico, che sono trattati in maniera esaustiva nel Manuale sul compostaggio domestico elencato in fondo a questa pagina

  • La concimaia o buca
  • Il compstaggio in cumulo
  • Il composter fai da te
  • Il composter in platica, legno o altri materali

Il cumulo è un sistema completamente aperto che consente di lavorare grandi quantità  di scarti. I composter sono contenitori chiusi di volume e forma variabile, generalmente fessurati sul fondo e sulle pareti.

 

LE REGOLE D’ORO PER FARE UN OTTIMO COMPOST


Il luogo adatto.

La collocazione ottimale della "zona cumulo" nell’orto e nel giardino è in un luogo praticabile tutto l’anno. Il cumulo va posto all’ombra: l’ideale sarebbe all’ombra di
alberi che in inverno perdono le foglie, in modo che in estate il sole non essichi eccessivamente il materiale, mentre in inverno i tiepidi raggi solari permettano lo svolgimento delle reazioni biologiche.

manuale compostaggio domestico

La temperatura.

L’attività  dei microorganismi durante il processo di compostaggio produce calore, aumentando la temperatura del cumulo.
Normalmente, nella prima fase la temperatura nel centro del cumulo oscilla tra i 45° ed i 55°C ed è ottimale perché i microorganismi possano lavorare; successivamente vi sono una fase intermedia ed una finale in cui si ha una progressiva diminuzione della temperatura, fino ad arrivare a quella ambientale.

La giusta umidità .

L’acqua, come l’aria, è indispensabile per l’attività  dei microrganismi che producono il compost, e dovrà  essere presente nel cumulo nella giusta percentuale. Infatti, se il cumulo è troppo secco, la decomposizione microbica rallenta notevolmente; per farla ripartire bisognerà  innaffiare e rivoltare il cumulo con l’apposito aeratore.
Viceversa, se il cumulo è troppo bagnato c’è scarsità  di ossigeno e la decomposizione si trasformerà  in marcescenza (reazione anaerobica). In questo caso il cumulo dovrà  essere rivoltato aggiungendo materiale secco, come per esempio trucioli di legno, foglie secche o pezzetti di cartone.
È assolutamente necessario trovare un giusto equilibrio tra i rifiuti più ricchi d’acqua e quelli secchi: introdurremo quindi nel contenitore le quantità  che rendono il cumulo umido, ma non bagnato.
Per verificare la giusta umidità  si può fare la prova del "pugno": prendiamo con la mano un po’ di materiale e stringiamo il pugno; se mantiene la forma e non si creano gocce d’acqua l’umidità  è giusta, se invece si sbriciola sarà  troppo asciutto.

L’indispensabile ossigeno.

Il compost "è vivo" e quindi ha bisogno d’aria: in un cumulo compatto non c’è ossigenazione, e i microrganismi aerobi non possono vivere né nutrirsi.
Nel Composter l’aria entra dalle apposite feritoie e attraversa il cumulo: è quindi indispensabile che il cumulo all’interno del contenitore non sia compatto (attenzione alla troppa umidità !) ma soffice e strutturato; ciò si ottiene con l’aggiunta di materiale grossolano come rametti, trucioli, foglie, paglia, ecc. È buona norma rivoltare o smuovere il cumulo periodicamente con l’apposito aeratore per favorire la circolazione dell’aria. La carenza di aerazione provoca la formazione di composti maleodoranti facilmente eliminabili seguendo i consigli suddetti.

Il carbonio e l’azoto.

Il rapporto C/N (carbonio/azoto) è un elemento importante per il processo di compostaggio. I materiali ricchi di carbonio sono fonte di energia per la vita dei microrganismi, mentre l’azoto è indispensabile per la crescita e la moltiplicazione degli stessi.
Un giusto equilibrio del C/N favorisce la decomposizione rapida: se nel cumulo prevalgono i rifiuti ricchi di carbonio come foglie, ramaglie, segatura, ecc., il processo ha un decorso molto lento a causa della scarsità  di azoto disponibile; questo si risolve con l’aggiunta di scarti alimentari.
Al contrario, una sovrabbondanza di rifiuti della cucina ricchi di azoto, libera un eccesso di ammoniaca provocando cattivi odori; in questo caso è sufficiente aggiungere rametti sminuzzati, foglie, pezzi di cartone, ecc., rimescolando il tutto per favorire l’ossigenazione.
Nella tabella seguente vengono indicati alcuni dati medi relativi al rapporto carbonio/azoto dei rifiuti organici compostabili.
La composizione dei materiali e quindi il giusto rapporto possono essere ricavati utilizzando i dati della tabella e la formula riportati in questa pagina.
Per un buon risultato, il rapporto medio C/N deve essere di circa 25 max 30.

tabella

ALLESTIMENTO DEL CUMULO e RIEMPIMENTO DEL COMPOSTER

  • Quando si riempie il Composter per la prima volta, è consigliabile immettere nel contenitore un secchio di compost maturo, oppure creare un letto composto da piccoli rami, paglia, trucioli, foglie
  • ALternare strati di scarto umido e scarto verde
  • Fare attenzione al giusto rapporto carbonio/azoto dei materiali, ma soprattutto all’umidità , infatti un eccesso di quest’ultima impedisce l’aerazione (ossigenazione) del cumulo.
  • Ricordarsi di rimescolare periodicamente il contenuto del contenitore con l’apposito aeratore.

 

ESTRAZIONE DEL COMPOST

Quando i rifiuti si sono trasformati in un soffice terriccio nero e spugnoso, il compost è pronto per essere utilizzato. Se il contenitore è pieno, e metà  del cumulo maturo, è consigliabile svuotare e riposizionare il contenitore.

Il compost può essere "raffinato" con un'operazione di vagliatura che elimina le le parti legnose parzialmente decomposte.

 

RISPOSTE PRATICHE A DOMANDE FREQUENTI

Ho iniziato il compostaggio domestico, continuo a introdurre rifiuti   da diverso tempo, ma non riesco a riempirlo.

I rifiuti organici contengono una grossa percentuale di acqua che si disperde con la decomposizione, con una conseguente e notevole diminuzione dei volumi.

Certi rifiuti non si sono decomposti. Perché?

Ci sono rifiuti che si decompongono meno velocemente di altri: ad esempio, i gusci di noce, i gusci d’uovo, le parti legnose, le verdure o i frutti (torsoli di cavolo, noccioli), le ossa. Basta sminuzzarli e/o rimetterli nel contenitore per un altro "ciclo". Bisogna fare attenzione alle bucce di patata, d’agrume e di castagna: quando sono "trattate" dal produttore per durare nel tempo, si decompongono molto lentamente.

Sembra che ai rifiuti immessi al compostaggio domestico non succeda niente.

Dopo la prima installazione i tempi sono un po’ più lunghi, bisogna strutturare il cumulo con una certa quantità  di materiale, si devono creare i bioriduttori e la natura ha i suoi tempi. È bene fare attenzione alla composizione della miscela per avvicinarsi il più possibile ad un corretto rapporto carbonio/azoto

Il cumulo produce cattivo odore.

È il classico sintomo che c’è qualcosa che non funziona: in condizioni normali il cumulo deve dare un odore "di sottobosco". È molto probabile che ci sia un eccesso di umidità ; in questo caso è sufficiente introdurre nel contenitore materiali asciutti e rimescolare.

Il contenuto è asciutto e non si decompone.

È sufficiente introdurre rifiuti della cucina ricchi di umidità  o innaffiare e rimescolare: le varie tipologie di rifiuti si amalgamano, favorendo
l’ossigenazione.


Come utilizzare il compost maturo?

Il compost maturo può essere utilizzato come un normale fertilizzante, preferibilmente mescolato con la terra.

 


 

 

Parziale riproduzione del manuale prodotto dalla Scuola Agraria del Parco di Monza

Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Aprile 2016 13:40
 


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