Risultati positivi dall'impiego di compost per la crescita di piante in vaso - Albenga
I rifiuti aiutano l'agricoltura
23/01/2007 - 10.18
ALBENGA
Progetto dimostrativo di Cia, Regione e Ue: nel compost le aromatiche crescono meglio. La Floras promuove la ricerca nel riscaldamento a biomasse
La spazzatura diventa terriccio per fare crescere le piante in vaso ed energia per alimentare il riscaldamento nelle serre. Il settore florovivaistico affronta con due progetti sperimentali il problema dello smaltimento dei rifiuti, cercando di trasformarlo in un’opportunità di sviluppo per l’agricoltura.
“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”, cantava Fabrizio De Andrè in “Via del campo”. Era il 1967 e il cantautore genovese non sapeva ancora che quarant’anni dopo, ad Albenga, qualcuno sarebbe riuscito a trasformare gli scarti “umidi” in profumatissime piante aromatiche. Confederazione italiana agricoltori (Cia), Regione e Unione Europea hanno dato vita al progetto dimostrativo “L’utilizzo del compost prodotto da scarti vegetali e da raccolta differenziata da rifiuti solidi urbani nei substrati per il florovivaismo applicato alla coltivazione di piante aromatiche e annuali”.
L’iniziativa è stata ospitata dall’azienda agricola di Daniela Baldari a Cenesi, frazione di Cisano sul Neva. Per l’esperimento sono stati utilizzati salvia, rosmarino, lavanda e timo. Oltre allo standard aziendale, nel quale è stato utilizzata solo torba, sono stati compiuti altri quattro tentativi, miscelando il compost in percentuali variabili dal 20 al 100 per cento del totale. I test hanno dato esiti sorprendenti, come spiega Aldo Alberto, presidente provinciale della Cia: “Alla fine dei cicli di coltivazione, le tesi che hanno fornito i risultati migliori sono state quelle dove il compost è stato miscelato nelle dosi al 40% e col restante 60% di torba. Possiamo quindi affermare che, utilizzando un compost di qualità, con buoni valori di acidità e salinità di partenza si possono ottenere piante aromatiche di qualità”.
La produzione di piante verdi fiorite, ornamentali e aromatiche in provincia di Savona si aggira sui cento milioni di vasi all’anno. Le aromatiche rappresentano i tre quarti della produzione (75 milioni di pezzi), seguiti da margherite (18 milioni), ciclamini (6 milioni), crisantemi (2 milioni), mesembriantemi (3,7 milioni), stelle di natale (1,9 milioni) e gerani (1,5 milioni). “Con la produzione di compost di qualità si ottiene una perfetta integrazione tra il settore dei rifiuti e quello dell’agricoltura, con la costituzione di una vera filiera”, sottolinea Aldo Alberto, che conclude: “Lo sviluppo della produzione di compost rappresenta un forte interesse in provincia di Savona, dove esiste un’intensa attività florovivaistica, altamente specializzata”.
Anche la Floras (Floricoltori associati savonesi) sta pensando ad un utilizzo razionale dei rifiuti organici in agricoltura. Grazie alle nuove tecnologie (già applicate in altre regioni italiane), sansa, avanzi di potatura, pellet, cippato e bucce di cocco possono andare ad alimentare generatori ad aria di piccole dimensioni per riscaldare le serre.
“Finalmente sembra che arrivino anche i primi finanziamenti per questi progetti”, dichiara Gerolamo Calleri, presidente della Floras. “Ad Albenga abbiamo un clima molto più mite rispetto ad altre zone del nord Italia, eppure abbiamo abbandonato molte produzioni da serra calda. Grazie a questi impianti potremmo promuovere nuove varietà con costi energetici minori, per dare continuità all’economia agricola e non fossilizzarci solo su aromatiche e margherite”, prosegue Calleri. “E non dimentichiamoci del vantaggio ambientale, visto che eviteremmo di buttare nell’atmosfera migliaia di litri di gasolio”.
tratto da: http://www.ponentenotizie.it/articolo_agricoltura.asp?id_art=7462



